Rose, parte 3

redmarkTermina con questa terza parte l’intenso cammino di Rose, racconto di Rebecca de’ Marchis.

La suora ora era appoggiata al muro con la veste sollevata. Il membro fiero del parroco l’infilava con vigore.
Rose si sollevò la veste, spostò le mutande e si accarezzò. Il clitoride rispose spingendo forte e pungendole la pelle. Era umida. Quel pene grosso che di fronte a lei entrava e usciva la eccitava.
La suora si succhiava due dita, come fossero un pene.
Rose la guardava e provò il desiderio di succhiarle i capezzoli.
La madre superiora si voltò verso la porta e i suoi occhi vispi ebbero un guizzo.
L’aveva vista.
Rose si eccitò ancora di più e si lasciò scivolare tre dita all’interno, nell’incavo fra le gambe. La suora la guardava e lei guardava la suora. Il suo volto la eccitava, era sensuale come quello di una femmina quando lascia il mondo terreno per penetrare la terra sublime del piacere.
Rose la sentì godere e si chiese se le altre suore sapessero di quali immondi amplessi si marcassero quelle mura sacre.
Rose immaginò se stessa come una dea immolata su un altare sacro da un dio forte e muscoloso che la colpiva con tutta la sua carica di maschio forte e virile.
Rose si allontanò in fretta, aprì il portone e uscì nel freddo del mattino. Aveva bisogno di aria.
Girò tutto il giorno per la città, ancora inebriata ed eccitata.
Si sentiva addosso gli occhi di tutti i passanti. Mangiò e bevve poco. Non riusciva a non pensare al parroco e alla suora.
Aveva bisogno di whisky ma non aveva soldi. C’era un unico modo per ottenerlo.
Aveva odiato così tanto il padre alcolizzato, che era finita anche lei schiava del liquido ambrato.
Camminò per vicoli secondari, fino a raggiungere la porta posteriore del Bar Charlotte, un locale malfamato, dove le prostitute si davano per pochi soldi ad ogni ora del giorno, nel piccolo bagno sul retro.
Il titolare del locale era un vecchio lupo di mare, che aveva ormeggiato la sua nave per sempre. Aveva aperto un locale per uomini e donne di malaffare ed era tutto il giorno ubriaco fradicio.
Rose aprì la porta ed entrò. Di fronte a lei la piccola porta del bagno in cui si consumavano gli affari di sesso.
Avvicinò l’orecchio e non sentì nessun rumore provenire dall’interno.
Si avviò nello stretto corridoio che conduceva al locale e quando fu a metà si scontrò con una montagna di muscoli e pelo che puzzava di sudore e whisky.
“Dove diamine vai, Rose?” disse l’uomo.
“Jacob … mi serve una bottiglia” disse Rose.
“I soldi, lurida donna” ringhiò Jacob.
“Non li ho” gemette.
Jacob la guardò con rabbia.
“Ho il locale pieno di gente, stupida puttana” disse lui.
“Ti prego.”
Jacob l’afferrò per un braccio e strinse forte fino a stritolarlo. La spinse nella direzione da cui era arrivata, aprì la porta del bagno e la ficcò dentro, facendola rovinare sul pavimento.
Senza preoccuparsi di chiudere la porta, si calò i pantaloni, dai quali emerse un sesso moscio e penzolante.
Rose, a quattro zampe sul pavimento con la testa all’altezza delle ginocchia di Jacob, guardò su verso il suo pene.
Avvicinò la bocca, senza prenderlo con le mani. Lo bacio delicatamente sulla punta, s’inumidì le labbra con la lingua, aprì la bocca e lo fece scivolare fino in gola.
Era piccolo e morbido, riusciva ad accoglierlo tutto. Rose lo accarezzò con la lingua e lo succhiò prima piano e poi sempre più forte. Lo sentiva crescere e indurirsi. Era piena del suo desiderio.
Jacob la ingiuriava con i peggiori appellativi, sapeva che Rose si eccitava.
Appoggiò le mani sulla testa di Rose e la fece ruotare di lato, per vederla in faccia mentre lo prendeva.
Con un colpo di reni spinse forte verso di lei, una, due, tre volte.
Rose sostenne lo slancio di Jacob e l’eccitazione le colò giù lungo l’interno coscia.
Sentì il membro contrarsi più volte nella sua bocca spalancata, Jacob la incitò a non fermarsi, aiutandola con il movimento del bacino. Rose avvertì uno spasmo più forte e l’orgasmo arrivò.
Jacob si svuotò gemendo di piacere e lo sperma colò dalla bocca di lei che ormai desiderava solo attaccarsi alla bottiglia di whisky.
Dopo pochi minuti Rose usciva dal retro del Bar Charlotte con il suo premio sotto il cappotto.

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