Giusto! E’ il 2017

Buon 2017!

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Contenuti e contenitore

candela000I contenuti sono l’eccitazione, l’eros, la sensualità. Il contenitore qual è?

Ciascuno sa cosa provoca le tre emozioni che ho citato su di sé? Quei tre sentimenti rappresentano il contenuto, ma qual è il contenitore?
Faccio un esempio:

…Liliana stava in piedi davanti allo specchio, si pettinava i riccioli con la spazzola. Dietro di lei Giorgio le massaggiava la schiena, in basso, con i pollici, dove le ultime vertebre le regalavano ondate di calore tra le gambe.

Ondate di calore (quindi l’eccitazione) è il contenuto, la base della schiena il contenitore di quel contenuto.

E voi? Quanti contenitori avete? Se volete dire la vostra qui sotto lo spazio c’è.

 

Solletico

piumaDa un po’ di tempo mi frulla un’idea per la testa per aggiungere un nono capitolo ai sette (l’ottavo è in arrivo) di questo racconto (vai al racconto) e cioè una piccola tortura del solletico. Siete mai stati\e coinvolti in una sessione di solletico? Oppure avete mai pensato di farlo o di riceverlo con scopi non solo scherzosi?

E dove soffrite di più il solletico? Sono molto curioso.

 

Così è deciso

Speravo in una più sentita partecipazione i voti sono pochi…Ma questi sono e così è decandela000ciso.

Una storia fetish 42,86%
Una storia di scoperta 28,57%
Una storia da mille e una notte 28,57%
Un poliziesco erotico 0%

Quindi con queste percentuali il prossimo racconto sarà una storia fetish e perciò a chi ha votato chiedo: cosa? Sappiate che unirò il tutto con la calda cera.

 

Sul luogo del delitto con…

rebecca-VioletQuesto blog è stato bagnato dal fiume di racconti di Rebecca de’ Marchis, che ha gentilmente regalato alcuni suoi lavori che potete trovare tra i racconti. Ma chi è questa donna dai capelli rossi, che scrive di eros e non solo? Scopriamolo.

Intervista per Rebecca de’ Marchis

Non domanderò chi c’è dietro la tastiera, perché lasciare il mistero di chi sia Rebecca è più intrigante, e allora domanderò: cosa ti ha spinto a scrivere racconti di genere erotico?

Non c’è un motivo preciso che mi ha spinta ad affrontare un genere così particolare; credo nasca dalla mia curiosità letteraria e da quella dose di mistero che tu definisci intrigante. Esiste un lato erotico nella vita di ognuno di noi dal quale non possiamo prescindere. C’è e basta. Se un domani dovessi scrivere un thriller non mi stupirei se durante la stesura nascesse una scena erotica in stile Violet.

In quello che ho letto di tuo, mi riferisco sia a Violet che agli altri racconti, ci sono passaggi particolarmente crudi, alcuni addirittura feroci quando non contrari al costume, a me sono piaciuti e li ho trovati stilisticamente interessanti, funzionali alla trama e alla definizione dei personaggi, tu come li hai partoriti? E soprattutto quanto ti sei astratta dal tuo sentire?

Violet e gli altri racconti sono nati come tutti i miei lavori letterari. Catturo un’idea, la lascio libera di lavorare dentro di me e quando capisco che è quella giusta la sviluppo. Nel momento in cui inizio a scrivere non sono più io, riesco ad astrarmi da me stessa e divento personaggio. È difficile da spiegare, ma quello che succede davvero è che i personaggi raccontano una storia che io trascrivo. Violet, Stefan, Elio, Carlotta… ognuno di loro ha scritto la sua parte di storia. Ha sofferto, vissuto, si è eccitato ed ha costruito pagine di assoluta trasparenza.

Come valuti il rapporto tra amore carnale e amore spirituale?

Non conosco l’amore carnale e l’amore spirituale. Conosco l’amore senza alcuna sfumatura o sfaccettatura.

Quando si pensa a Violet, si pensa ad un tuo alter ego, probabilmente non è così, però dalla scrittrice al foglio di carta qualcosa passa. E’ successo in questo caso?

È il rischio di scrivere erotici. Sono convinta che in tutto ciò che uno scrittore scrive (siano romanzi o racconti) ci sia qualcosa di personale o autobiografico. Qualcosa passa sempre: un sentimento, una caratteristica dell’anima, un atteggiamento o un gesto o più semplicemente un evento realmente accaduto.

Nel caso di Violet, la connessione fra me e il romanzo è il ROSSO.

E sempre riferito alla domanda di cui sopra, qualcosa dentro te si è mosso?

Sì. Dopo il parto di Violet sono successe due cose.
La prima riguarda lo stile. Scrivere Violet è stata una esperienza di scrittura coinvolgente e profonda che ha modificato e condizionato il mio modo di scrivere.
La seconda riguarda il contenuto. La storia di Violet non è mai nata, l’ho vista svolgersi davanti ai miei occhi mentre la scrivevo. Ho lavorato poco in progettazione e tanto in creatività. Ed è stata una gioia stupenda.

 

 

Cosa ne pensi del genere erotico al femminile, che in questo ultimo periodo sembra vivere un momento particolare? E qual è il target del tuo libro? Io l’ho letto e da uomo ho avuto un certo messaggio, ma ero ad esempio un tuo ipotetico target?

 

Sono tantissimi i romanzi erotici che nascono ogni giorno e questo è un bene. Credo che ogni scrittore abbia il diritto di esprimersi al massimo nel genere che più gli è consono. Il mercato letterario è ampio, c’è possibilità per tutti. Con l’avvento del digitale le possibilità si ampliano ancora di più.
In quest’ottica alcuni scrittori, soprattutto emergenti come me, potrebbero impaurirsi, temere di smarrirsi in mezzo a tanti altri.
Io ho la fortuna di scrivere non solo erotico e questo mi dà la possibilità di esprimermi e sperimentare anche altri ambiti.
Non mi sento chiusa in un “target”. Il mio unico scopo è scrivere, avere qualcosa da dire e lasciare un piccolo segno.
E credo che Violet possa lasciare un segno importante.

Ci sarà un seguito di Violet o un prequel? Raccoglierai altri racconti in un unico compendio?

Dopo Violet mi sono presa una pausa. Violet è stato scritto in due momenti diversi e mantenere lo stile e la continuità fra le due parti ha richiesto energia e concentrazione. Volevo che la seconda parte non scadesse rispetto alla prima, ma che risultasse evidente una evoluzione della storia e della protagonista. Per questo motivo non ho ancora valutato la possibilità di dedicarmi ad un seguito di Violet, anche se potrebbe essere interessante sviluppare un romanzo sulla vita di Carlotta o di Eletta…
Un’antologia di racconti erotici? Perché no, mai dire mai.


 

Grazie ancora a Rebecca.