Rose, parte 2

redmarkProsegue il cammino di Rose, di Rebecca de’ Marchis. Si entra nel vivo.

 

Il parroco stava tenendo il suo sermone, parlava dell’amore di Dio e della carità. Rose non sapeva se credeva o no in quel Dio misericordioso di cui le parlavano, ma di sicuro misericordioso o no, ogni giorno le donava un pasto caldo. E questo valeva una visita in chiesa ogni lunedì mattina.
Finita la messa Rose si trattenne in chiesa ancora qualche minuto.
Lì era caldo e nessuno la infastidiva.
“Cara, dobbiamo chiudere la chiesa” le disse dopo mezz’ora una suora.
Rose fece un cenno con la testa, si alzò e s’incamminò lungo la navata centrale.
In fondo alla chiesa si girò, nessuno la seguiva.
Si nascose dietro una colonna e rimase lì, in silenzio. Dopo cinque minuti il parroco si avvicinò al portone, lo chiuse a chiave da dentro e si allontanò verso la sacrestia.
Rose tornò a sedersi sulle panche della navata laterale, in un posticino vicino a una colonna dove poteva nascondersi bene.
Appoggiò la testa alla colonna e chiuse gli occhi.
L’odore di cera e di olio le riempiva le narici. Il volto di suo padre le sorrideva e la sua mano, tesa verso di lei, la invitava. Il tanfo di alcool la raggiunse e poi l’urlo. Si destò di soprassalto, come se l’urlo fosse vero. Sfregò gli occhi e lo udì di nuovo.
Un urlo di donna. E in sotto fondo la voce grave di un uomo.
Si avvicinò piano alla porta socchiusa della sacrestia e attraverso la fessura intravide la madre superiora di schiena, inginocchiata di fronte al parroco.
Rose sentì improvvisamente caldo. Come da piccola, quando si ritrovava la maggior parte delle notti a spiare i giochi di sesso dei suoi nonni e suo padre, dopo che gli urli e i lamenti l’avevano svegliata.
Il parroco aveva gli occhi chiusi e teneva le mani sopra la testa della suora che si muoveva a un ritmo regolare. La stessa scena dei sogni, mancava solo suo padre con la frusta.
Rose non riusciva a staccarsi da quell’immagine, sentiva il parroco lamentarsi e la suora mugugnare. Il caldo la soffocava e faceva fatica a respirare. La prima volta che scoprì i nonni e il padre provò disgusto. Col tempo, si abituò e cominciò a sentire che qualcosa cambiava. In camera da sola cercava di imitare la nonna, usando una bottiglia e facendo finta che fosse il membro di un uomo.

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